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	<description>Uomo con la valigia</description>
	<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 21:42:32 +0000</pubDate>
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		<title>Ma l&#8217;avvocato come fa?</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 21:36:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Toronto]]></category>

		<category><![CDATA[Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[Che ci scrivo? A che serve? Ma a chi posso darlo? Ora, voglio dire, molti di noi hanno un biglietto da visita. Metti che incontro qualcuno, qualcuno che può darmi un lavoro, qualcuno che mi potrà servire in futuro, mica posso farmi trovare impreparato.
Tutti i grafici ne hanno uno. Conosci qualcuno, noti che avrebbe bisogno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che ci scrivo? A che serve? Ma a chi posso darlo? Ora, voglio dire, molti di noi hanno un biglietto da visita. Metti che incontro qualcuno, qualcuno che può darmi un lavoro, qualcuno che mi potrà servire in futuro, mica posso farmi trovare impreparato.</p>
<p>Tutti i grafici ne hanno uno. Conosci qualcuno, noti che avrebbe bisogno di un sito, di un volantino, una nuova insegna. Bom. Eccoli lì, questo è il mio biglietto da visita.</p>
<p>I medici magari se li scambiano durante i convegni, i manager nei pranzi di lavoro, nelle trasferte all&#8217;estero, nei meeting aziendali.</p>
<p>Ma l&#8217;avvocato? L&#8217;avvocato come fa? Non c&#8217;è nessuno che lo sa, aggiungerei io cantando.</p>
<p>Stasera si esce e si va a bere qualcosa. Una bottiglia di vino e qualche passo di danza abbozzato nel tentativo di accerchiare il gentil sesso. Poi ci sono i buttafuori, che per mestiere buttano fuori la gente quando è un pò cattivella. Ne buttano fuori uno, due, tre. Questi magari reagiscono, e inizia il tutti contro tutti, con un groviglio di persone che si prendono a pugni senza nemmeno sapere il perchè. In queste occasioni cosa si può fare? C&#8217;è chi si mette in mezzo per dividere, chi si mette in disparte, chi scappa. Ma l&#8217;avvocato che fa?</p>
<p>Volano calci, pugni, spintoni, colpi di testa. Qualcuno è riuscito a sfuggire alla rissa e va in bagno a sciacquarsi le ferite. Altri scappano fuori dal locale. C&#8217;è chi non contento continua a pestarsi all&#8217;esterno, magari uno di loro per la rabbia spacca a mani nude i vetri di una macchina e fa cadere per terra (o su qualche fortunata autovettura) parecchi motorini. Qualcun&#8217;altro nel tentativo di fermarlo lo prende a botte tanto per gradire, altri chiamano i carabinieri, qualcuno filma tutto per mettere il video su youtube.</p>
<p>Vi starete forse chiedendo che fine ha fatto l&#8217;avvocato? Ben detto.</p>
<p>Lui non è scomparso, ma fra un pugno in faccia ed un calcio in bocca, una macchina distrutta e dieci motorini a terra, distribuisce i suoi biglietti da visita. &#8220;Tieni, magari ne hai bisogno&#8230; denunciali&#8230; oh quello ti ha scassato la macchina&#8221;. Un capolavoro del marketing: offerta del servizio giusto, al momento giusto, nel posto giusto, al cliente giusto. Da manuale.</p>
<p>Diversi soggetti, colpevoli e non, si nascondono sotto le macchine, chi per scansare le botte, chi per sfuggire ai carabinieri. Poi le forze dell&#8217;ordine arrivano, e qualcuno lo portano dentro. Lo vedi passare lì, in manette, faccia distrutta, e qualcosa nel taschino della camicia o fra le mani: un utilissimo biglietto da visita da utilizzare l&#8217;indomani. Non prima però di un&#8217;altra visita&#8230; quella al pronto soccorso.</p>
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		<title>See you soon</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 18:14:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono scomparso di nuovo dal web. Non volevo. Ma la verità è che il lavoro occupa gran parte della mia giornata e la sera non riesco a mettermi a scrivere. Ne sono successe di cose. Sono stato in trasferta a Madrid a parlare con dei colossi delle telecomunicazioni. Si, proprio io. Emozionante. Mi hanno affidato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono scomparso di nuovo dal web. Non volevo. Ma la verità è che il lavoro occupa gran parte della mia giornata e la sera non riesco a mettermi a scrivere. Ne sono successe di cose. Sono stato in trasferta a Madrid a parlare con dei colossi delle telecomunicazioni. Si, proprio io. Emozionante. Mi hanno affidato un nuovo mercato da seguire, quello di un paese sudamericano. Tante responsabilità ma mi piace. Ogni giorno imparo cose nuove, mi sbatto, litigo, mi dispero, ottengo risultati. Sto avendo una grande occasione e non devo lasciarla scappare.</p>
<p>Nel frattempo ho cambiato stanza,  ho un nuovo coinquilino napoletano, Marta è diventata la professoressa di spagnolo più ricercata della capitale, conosco nuova gente e sono circondato da vecchi amici.</p>
<p>Spero di essere più presente e di raccontare meglio ciò che mi succede. Ci sono parecchie cose di cui parlare ma non tutte possono essere pubblicate. Tornerò a Trapani a Natale. La Sicilia mi manca. See you soon.</p>
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		<title>Rieccomi</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 20:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[Scomparso dal web causa tecnici Tiscali. A dir la verità visti i ritmi delle ultime settimane non sarei stato in grado di scrivere comunque. Piccolo riassunto della mia vita romana.
Abito a tre fermate di metro dal lavoro. Cosa fantastica. La casa è discreta, nessun lusso, ma la sua posizione mi fa pensare che non la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scomparso dal web causa tecnici Tiscali. A dir la verità visti i ritmi delle ultime settimane non sarei stato in grado di scrivere comunque. Piccolo riassunto della mia vita romana.</p>
<p>Abito a tre fermate di metro dal lavoro. Cosa fantastica. <strong>La casa</strong> è discreta, nessun lusso, ma la sua posizione mi fa pensare che non la lascerò tanto presto. Inoltre io e Marta dividiamo la casa con un signore che non viene mai. Io l&#8217;ho visto una volta in un mese. Come avere una casa da soli. Alla sistemazione della stanza ha provveduto <strong>Maurizio</strong>, adesso a Trapani, che in queste settimane oltre ad essersi distinto come guida turistica e compagno di concerti, ha messo in mostra un suo lato nascosto&#8230; il suo essere Mobiliere. Avevo beccato su internet una ragazza che regalava un armadio Ikea. Con Mauri siamo andati a ritirarlo senza nemmeno pensare a quanto fosse grande. Ci siamo fatti un viaggio in prima e seconda per arrivare a casa (la terza non si poteva mettere perchè un anta dell&#8217;armadio non lo permetteva). Piccolo particolare: le viti che ci hanno dato erano di un altro armadio, e allora Maurizio mobiliere carpentiere si è messo a <em>chiantari chiova</em> con la maestria di Geppetto all&#8217;una di notte. Io ero lì pronto a fare <em>u picciutteddru</em> e a fornire supporto morale. L&#8217;armadio è perfetto e tiene alla grande.</p>
<p>Come accennato con Maurizio siamo andati a vedere i Marlene Kuntz e la Bandabardò. Con Marta ho visto Caparezza. Qua le cose da fare non mancano. Mancano soli i soldini per comprare i biglietti. Un capitolo a parte meriterebbe invece l&#8217;incontro con il mitico Maccio Capatonda, Billy Ballerina, Rupert Sciamenna e Ivo Avido. Next time racconterò di più su quest&#8217;avventura che ci ha permesso di entrare in un cinema senza biglietto.</p>
<p>A questa esperienza hanno partecipato anche i nostri vicini di casa <strong>Cristina e Luca.</strong> Con loro abbiamo fatto una bella cena e una gita a Sabaudia per testare il mare locale. Adesso vanno via per le vacanze e quindi appuntamento a settembre. Tornate presto.</p>
<p><strong>Marta </strong>cucina troppo bene e io godo di queste delizie. Nel frattempo lei fa lezioni di spagnolo e traduzioni, in attesa di qualche buona opportunità.</p>
<p>Andiamo al mio<strong> lavoro</strong>. Udite udite sono responsabile Wap Marketing per la Spagna di un&#8217;azienda che opera nel campo del <em>mobile.</em> Mi stanno dando un sacco di responsabilità (troppe?) e la cosa mi responsabilizza tantissimo (altrimenti che responsabile sarei). Durante la prima settimana sono stato lanciato in mega riunioni fatte tutte in inglese dove si parlava di cose che non avrei capito nemmeno in italiano. Diciamo che mi sono un pochino cagato sotto, ma dopo 3 settimane inizio ad essere più autonomo. Del resto devo esserlo, visto che lavoro da solo, e il mio capo è andato dall&#8217;altra parte del mondo fino a settembre. Le mie colleghe mi aiutano, ma non hanno mai lavorato per quel mercato e quindi mi devo dare molto da fare. Va bene così. Sto imparando un mestiere e con tutte queste difficoltà sto crescendo tantissimo, e poi l&#8217;aria internazionale che si respira mi piace. La sera arrivo distrutto ma contento. Ci voleva.</p>
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		<title>Roma</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 08:35:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[

Trasferimento. Domenica prossima volo a Roma per una nuova avventura. Rispetto alle mie esperienze in terra straniera sarà tutto diverso. Il mio viaggio a Toronto insieme al fratello Luca aveva il gusto dell&#8217;imprevedibilità, dell&#8217;incertezza, della curiosità. A Roma invece vado sapendo già quello che sarà il mio futuro a breve termine, cioè un lavoro come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.bedandbreakfastnuovafieradiroma.it/file/roma_di_note_big.jpg" alt="Roma" /><br />
<br /></br><br />
Trasferimento. Domenica prossima volo a Roma per una nuova avventura. Rispetto alle mie esperienze in terra straniera sarà tutto diverso. Il mio viaggio a Toronto insieme al fratello Luca aveva il gusto dell&#8217;imprevedibilità, dell&#8217;incertezza, della curiosità. A Roma invece vado sapendo già quello che sarà il mio futuro a breve termine, cioè un lavoro come Junior Marketing Specialist e ventuno mesi di contratto.<br />
A Roma viene con me Marta. Da Toronto a Trapani e adesso Roma. Ne abbiamo fatta di strada assieme.<br />
Stabilità. Stavolta so che mi fermerò in una città per un periodo di tempo più lungo rispetto al solito e questo da un lato mi affascina, dall&#8217;altro mi fa paura. Roma è fantastica e su questo non ci sono dubbi, e conoscere questo capolavoro italiano mi intriga parecchio. Roma è così grande che farsi nuovi amici è molto più difficile. Almeno così dicono.<br />
Ad ogni modo nella Capitale vivono parecchi amici quindi non parto completamente da zero. Vorrei citare su tutti &#8220;me cumpari Claudia&#8221;, che quando lavoravo otto ore al giorno in agenzia a Palermo si presentava a casa mia di sera per farmi studiare e ripetere. Per un anno intero. Adesso l&#8217;università è finita e Claudia su questo mio arrivo a Roma ci ha puntanto molto. Devo dirle grazie. Una sorella.<br />
Aereo in partenza domenica 28 giugno. Ad attenderci all&#8217;aereoporto ci sarà Maurizio, un grandissimo amico di vecchia data che ritroverò a Roma per qualche settimana, visto che potrebbe fare ritorno a Trapani molto presto. Mi dispiacebbe perderlo subito, ma sono comunque troppo contento per lui.<br />
Un&#8217;ultima settimana intensa di sole e mare siciliano e poi si cambia. E anche questa volta: comu finisci si cunta.</p>
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		<title>Dove mi porta lo scirocco?</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2009 07:52:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Trapani]]></category>

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		<description><![CDATA[Soffia un vento caldo in Sicilia. Un vento forte che mi porterà altrove, via dall&#8217;amata-odiata Sicilia. Non so ancora dove ma non resterò fermo. Ci sono cambiamenti in arrivo e nuove avventure. Ci sono ipotesi, speranze, cambiamenti di rotta strani e non prevedibili in anticipo. Sono certo che le mie prossime scelte potrebbero essere una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Soffia un vento caldo in Sicilia. Un vento forte che mi porterà altrove, via dall&#8217;amata-odiata Sicilia. Non so ancora dove ma non resterò fermo. Ci sono cambiamenti in arrivo e nuove avventure. Ci sono ipotesi, speranze, cambiamenti di rotta strani e non prevedibili in anticipo. Sono certo che le mie prossime scelte potrebbero essere una conferma, farvi felici, sorprendervi, addirittura deludervi o lasciarvi senza parole. Qualcosa cambierà. Di questo ne sono certo. Ci sono almeno tre direzioni disponibili. Almeno credo. </p>
<p></p>
<p></p>
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		<title>Storia di un candidato unto</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2009 13:05:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Palermo]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;era un volta un laureato in Comunicazione, che mandava in giro per l&#8217;Italia curriculum in cerca di un lavoro. Colloqui a Roma, Milano, Roma di nuovo, aerei sognanti che volavano nel cielo e delusioni che atterravano nella calda Sicilia.
Un bel giorno una cara amica gli segnala un annuncio di lavoro a Palermo con la seguente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;era un volta un laureato in Comunicazione, che mandava in giro per l&#8217;Italia curriculum in cerca di un lavoro. Colloqui a Roma, Milano, Roma di nuovo, aerei sognanti che volavano nel cielo e delusioni che atterravano nella calda Sicilia.<br />
Un bel giorno una cara amica gli segnala un annuncio di lavoro a Palermo con la seguente descrizione: cercasi laureato in Scienze della Comunicazione per contratto a tempo indeterminato. Avete letto bene. Indeterminato. Le parole Palermo e indeterminato suonavano molto male, ma l&#8217;annuncio quello era, mica questo giovane poteva fare come suo solito, cioè essere prevenuto?<br />
Una cosa non era chiara però. Non c&#8217;era nessun contatto email a cui inviare il curriculum ma bisognava presentarsi direttamente in azienda. La procedura era alquanto strana ma ad ogni modo egli si presento. Prese il suo bus da 13,50 euro e partì.<br />
<br /></br><br />
<strong>La presentazione nel garage</strong><br />
Una selva di giovani precari dalle lauree più disparate stava davanti a quel garage che nelle idee dei capi doveva essere un ufficio, tutti in attesa di capirci qualcosa. Ad uno ad uno avvenne la cerimonia di consegna dei curriculum. Due minuti a testa per poggiare questi fogli sul tavolo, dire nome e cognome, e sentirsi dire &#8220;le faremo sapere&#8221;.<br />
<br /></br><br />
<strong>Il primo ingresso nella sala del Regno in cartongesso</strong><br />
Dopo quasi due settimane squillò il telefono e il nostro eroe venne chiamato dalla corte per un colloquio. Entrò nella sala del regno in cartongesso e iniziò a rispondere alle domande del capo supremo. Un&#8217;ora di domande che spaziavano dal lavoro allo studio, dal marketing alla pubblicità, dalla famiglia ai valori dell&#8217;uomo, dalla prestigiribirizzazione alla pace nel mondo. Fine del ricevimento regale.<br />
Riprese il suo bus da 13,50 e tornò nella sua umile dimora.<br />
<br /></br><br />
<strong>La flop five</strong><br />
Dopo due settimane arrivò un&#8217;altra telefonata. Il Capo Supremo voleva incontrare questo giovane candidato al regno. Venne proposta una data ma il povero servo quel giorno proprio non poteva. Propose una data alternativa ma gli fu detto dalla dama del regno: <em>&#8220;Non perda questo treno&#8221;</em>. Ma siccome sto ragazzo ha anche le corna dure, si impose e fece spostare il colloquio.<br />
Arrivò al terzo incontro e trovò lì altri 4 candidati. Ebbene si. Questi cinque soggetti erano stati scelti fra una settantina di papabili. Sembrava di essere seduti nella tavola rotonda. Ognuno di loro espresse i propri dubbi in merito a questa storiella, visto che dopo due colloqui nessuno aveva parlato dell&#8217;oggetto del contendere. Arrivò la dama e consegno un test scritto, cioè la prova nero su bianco che avrebbe dato il via alla scelta definitiva. I nostri cinque vennero tutti divisi per evitare spiacevoli imbrogli. Terminato il compito il protagonista di questa storia venne chiamato dal Capo Supremo. Altra ora di colloquio, con uno stile da interrogatorio poliziesco. Comunicazione ufficiale: questo è l&#8217;ultimo esame. Ne verranno elimati quattro. Risposta il lunedì successivo.<br />
<br /></br><br />
<strong>Il triangolo no, non l&#8217;avevo considerato</strong><br />
Mercoledì, quando ormai ogni speranza era svanita, arrivò la chiamata. <em>Sono stato scelto dunque?</em>, e la risposta fu affermativa. Incontro fissato per la settimana successiva.<br />
Arrivò quel giorno, il giorno in cui finalmente si sarebbe saputo qualcosa su contratto, durata, soldi, e compiti. Altri 13,50 di bus e varcò la soglia del regno garage ma si ritrovò lì altre due persone. Come? Questo triangolo? Non era stato scelto? Entro nella sala del regno e il Capo Supremo e dopo un&#8217;ora di domande esistenziali (qual&#8217;è la missione della sua vita? cosa le rimproverano i suoi? lei chi si crede d&#8217;essere?) gli illustrò la proposta: 3 mesi di contratto a 1000 euro netti. Allo scadere ci si riservava l&#8217;opzione di mandare il lavoratore a quel paese, rinnovargli il contratto di tre mesi, oppure legarsi a vita. In pratica di fare quelle che cazzo volevano. <em>&#8220;Ci pensi due giorni e mi dia la risposta&#8221;</em>. Egli chiese maggiori delucidazioni in merito alla presenza delle altre due persone ma le risposte furono vaghe e ambigue.<br />
<br /></br><br />
<strong>Scegliere di si e non essere scelti</strong><br />
Passarono 48 ore e decise di accettare. Non era un&#8217;offerta da capogiro ma vista la situazione del periodo si poteva provare. Giovedì telefonò alla dama pronto per iniziare. La dama rispose: <em>&#8220;Ok, prendiamo atto della sua disponibilità ma ancora non abbiamo deciso. Le faremo sapere entro mercoledì&#8221;</em>. Ma come? Non era stato scelto?<br />
<br /></br><br />
<strong>L&#8217;eletto sei tu</strong><br />
Passarano inesorabili i giorni e arrivò quel mercoledì. Nessuna chiamata. Addio speranze lavorative. Venerdì all&#8217;ora di pranzo dal basso del regno del garage arrivò un colpo. La dama comunicò di voler incontrare l&#8217;eroe lunedì mattina. A sto punto: <em>&#8220;Mi scusi. Ma io non ci sto capendo più niente. Sono stato preso o no?&#8221;</em>, rispose il giovinotto con tono deciso. <em>&#8220;Venga qui e ne parliamo. Si, appunto le dico di venire qui&#8221;</em>. I tentativi di avere maggiore chiarezza furono vani. Dopo due ore arrivò un&#8217;altra chiamata. Era sempre la dama del regno del garage senza luce che voleva rassicurare il vostro eroe sul fatto di essere stato scelto. Fu la consacrazione. Ce l&#8217;aveva fatta, e già pensava a cercare casa. In verità una casa l&#8217;aveva pure vista quando pensava la prima volta di essere stato preso, o di poterla prendere. La casa.<br />
<br /></br><br />
<strong>L&#8217;ultimo ingresso nel garage del regno</strong><br />
Lunedì puntuale si diresse con i suoi 13,50 euro al garage del regno, aprirono la porta ed entrò nella sala del regno in cartongesso. Proposta finale: 4 mesi, 1000 euro netti, contratto propedeutico ad un rinnovo alle stesse condizioni. In pratica erano state cambiate le condizioni. Egli volle vedere la bozza del contratto e disse di volere giusto 24 ore per guardarla insieme ai suoi fidati. Permesso concesso. La dama lo accompagnò alla porta e gli disse con sorriso ammiccante e fiero: <em>&#8220;Ci sentiamo presto. So che andrà tutto bene perchè sono sicura della proposta che le abbiamo fatto&#8221;</em>.<br />
<br /></br><br />
<strong>Il finale che non ti aspetti. O forse te lo aspetti?</strong><br />
Prese le sue 24 ore di tempo e richiamò per dire che era pronto ad iniziare. Rispose la centralinista del regno garage. Attese ascoltando una musichettà orribile e rispose la dama: <em>&#8220;Le volevo comunicare che abbiamo cambiato idea&#8221;</em>. Con stile ed educazione chiese il perchè di questa decisione. Fra tanti se e tanti ma, gli fu detto che era stato deciso così e punto. Scandaloso. Ancora si sente il rimbombo delle maledizioni lanciate via telefono.<br />
<br /></br><br />
<strong>Epilogo </strong><br />
Ora cari amici che avete avuto la pazienza di leggere tutta questa storia, vorrete senz&#8217;altro sapere il nome di questa seria impresa palermitana vero? No, no, adesso non ve lo dirò nemmeno sotto tortura (ma se mi contattate in privato vi darò nomi, cognomi, indirizzi completi di tutte le sedi e numeri di telefono).<br />
Come ci si sente dopo un&#8217;esperienza così assurda? Ci si sente incazzati di brutto da un lato per aver perso quasi 80 euro e due mesi di vita dietro a questa gente. Ma ci si sente anche sollevati per esserne uscito in tempo, visto che la permanenza nel garage del regno sarebbe stata orrenda.<br />
Anzi, sapete qual&#8217;è la sensazione che si prova? E&#8217; quella di chi si è solo unto <em>ma putia bruciarisi nell&#8217;oglio.</em></p>
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		<title>Un uomo, una vergogna</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2009 17:39:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>

		<category><![CDATA[gaffe+berlusconi]]></category>

		<category><![CDATA[veronica+lario]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho tantissimi amici all&#8217;estero, e in questi giorni mi capita di dover rispondere via email o via Skype a domande sulla soap opera Berlusconi - Lario. Ma non solo. Ovviamente gli amici stranieri sono anche incuriositi da tutte le figure di merda che questo vecchietto ci fa fare a livello mondiale.
Ero in Canada quando tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho tantissimi amici all&#8217;estero, e in questi giorni mi capita di dover rispondere via email o via Skype a domande sulla soap opera <strong>Berlusconi - Lario. </strong>Ma non solo. Ovviamente gli amici stranieri sono anche incuriositi da tutte le figure di merda che questo vecchietto ci fa fare a livello mondiale.</p>
<p>Ero in <strong>Canada</strong> quando tutti i giornali del mondo parlavano del presidente italiano che aveva definito &#8220;giovane, bello e abbronzato&#8221; il nuovo presidente degli Stati Uniti, mentre ancora vivevo le emozioni di questa elezione che aveva commosso tutti gli americani. Immaginate la vergogna.</p>
<p>Una volta a Madrid lessi in un giornale un commento su Berlusconi che recitava: <strong>&#8220;Evidentemente è quello che gli italiani si meritano&#8221;.</strong> Una frase pesante ma credo vera. Ci meritiamo questo. Un presidente indagato in centinaia di processi, che possiede e manipola i media, che scherza sulle disgrazie altrui, che disprezza le donne e ne fa un uso volgare.</p>
<p>Io mi vergogno di essere rappresentato da una persona del genere. Uno che nel bel mezzo del terremoto chiede &#8220;di palpare la signora&#8221;, che nello specifico era un assessore locale; uno che dice agli abruzzesi di prendere questa situazione gravissima da sfollati come un camping estivo; uno che si fa cazziare dalla Regina d&#8217;Inghilterra. E l&#8217;elenco delle minchiate fatte è lunghissimo.</p>
<p>In una nazione diversa quest&#8217;uomo sarebbe stato fatto fuori dal Governo in pochissimo tempo. Ma noi no. Noi siamo un&#8217;altra cosa. Ricordo in Canada che un politico venne costretto a dimettersi perchè aveva bevuto Martini al bar a spese dello Stato. Li pagherei io a Berlusconi i Martini se si limitasse a fare solo questo.</p>
<p>Potrei scrivere tutto lo sdegno che provo per ore ed ore, soprattutto pensando che questa porcheria la subiremo per non so quanti anni. Perchè gli italiani questo vogliono.</p>
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		<title>Post-laurea</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 11:03:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Piè, voglio fare una tesi sui blog&#8221;, disse Peppe Calamusa nella stanzetta di Via Paolo Balsamo. Pietro: &#8220;Un blog? E chi è?&#8221;
Sono passati quattro anni da quando Peppe mi parlava di questo mezzo di comunicazione e delle sue funzioni dentro le aziende. Io stavo lì ad ascoltare come qualunque persona si trova a sentir parlare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Piè, voglio fare una tesi sui blog&#8221;</em>, disse Peppe Calamusa nella stanzetta di Via Paolo Balsamo. Pietro: <em>&#8220;Un blog? E chi è?&#8221;</em></p>
<p>Sono passati quattro anni da quando Peppe mi parlava di questo mezzo di comunicazione e delle sue funzioni dentro le aziende. Io stavo lì ad ascoltare come qualunque persona si trova a sentir parlare di una cosa nuova e ancora poco conosciuta. Peppe si è laureato, io pure. Anzi, abbiamo pure bissato con una laurea specialistica. Peppe il blog l&#8217;ha fatto, abbandonato e ripreso. Io il blog l&#8217;ho fatto prima del Canada per raccontare le mie vicende nordamericane e lo sto mantenendo anche se la mia vita non offre più gli spunti interessanti di quei mesi al freddo e al gelo.</p>
<p>Mai avrei pensato che questo mio spazio personale, questa mia valvola di sfogo, potesse offrirmi delle potenziali opportunità lavorative. Invece così accade. Anzi, il mio profilo risulta più interessante in virtù di questo mio hobby. Forse è arrivato il momento di studiare per diventare professionista dei post.</p>
<p>Già immagino mia nonna chiedere: <em>&#8220;Che lavoro faI?</em> E io: <em>&#8220;Faccio i post&#8221;. </em>E lei: <em>&#8220;Ah, lavori alla posta? </em></p>
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		<title>Terremoto mediatico</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2009 10:42:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

		<category><![CDATA[Televisione]]></category>

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La televisione italiana sta dando il meglio di sè in questi giorni. Una tragedia come quella che stanno vivendo gli abruzzesi nella loro terra diventa per tg e programmi di approfondimento un&#8217;occasione troppo ghiotta per fare ascolti e per entrare senza nessuna sensibilità nella vita della povera gente.
&#8220;Cosa hai provato in quel momento? Che sofferenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/C9kD0DRdxRA&#038;hl=it&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/C9kD0DRdxRA&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>La televisione italiana sta dando il meglio di sè in questi giorni. Una tragedia come quella che stanno vivendo gli abruzzesi nella loro terra diventa per tg e programmi di approfondimento un&#8217;occasione troppo ghiotta per fare ascolti e per entrare senza nessuna sensibilità nella vita della povera gente.</p>
<p><em>&#8220;Cosa hai provato in quel momento? Che sofferenza si prova nel vedere la propria figlia morta sotto le macerie?&#8221; </em>E via così in questo gioco spietato di interviste senza scrupoli coperte da falsa partecipazione. E il telegiornale della rete principale nazionale, il tg1, ci dimostra come si possa essere orgogliosi e fieri di aver incollato al teleschermo milioni di spettatori grazie alla morte di quasi 300 persone. Una scena vergognosa.</p>
<p>Sul versante Mediaset non ci facciamo mancare nulla. Inevitabilmente il Grande Fratello era stato sospeso lunedì &#8220;per colpa&#8221; della tragedia. Ma in casa Berlusconi si guarda soprattutto al <em>dinero</em>, quindi nei giorni scorsi abbiamo assistito a una bella puntata del reality con tanto di doppio televoto per eliminare i concorrenti. Peccato che nel frattempo fosse attivo anche un altro numero telefonico, quello per donare un euro ai terremotati.<br />
Come direbbe la casalinga di Voghera: &#8220;Complimenti per la trasmissione&#8221;.</p>
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		<title>Silenzio. Il Salvatore vigila.</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Mar 2009 21:10:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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Il 18 gennaio 2008 Cuffaro è stato dichiarato colpevole di favoreggiamento semplice nel processo di primo grado per le ‘talpe’ alla Dda di Palermo e condannato a 5 anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici. Qualsiasi persona non avrebbe avuto nulla da festeggiare. Ma non Totò Cuffarò, che si presume reputò la condanna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://lavocedelpadrone.net/files/images/cuffaro.jpg" alt="" /></p>
<p>Il 18 gennaio 2008 Cuffaro è stato dichiarato colpevole di favoreggiamento semplice nel processo di primo grado per le ‘talpe’ alla Dda di Palermo e condannato a 5 anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici. Qualsiasi persona non avrebbe avuto nulla da festeggiare. Ma non Totò Cuffarò, che si presume reputò la condanna per favoreggiamento semplice alla mafia ben poca cosa, visto il rischio di beccarsi un favoreggiamento aggravato. E allora piccolo party con tanto di cannoli siciliani.</p>
<p>Nel silenzio mafioso generale di tutti i giornali e di tutte le televisioni, Salvatore Cuffaro è stato nominato membro della commissione di vigilanza della Rai. Lui, vicesegretario nazionale di un partito, l&#8217;UDC, che vede il suo Presidente Casini riempirsi la bocca di belle parole sull&#8217;etica, la morale, e l&#8217;amore per <em>il Salvatore</em>, che vigila su tutti i fedeli. E a questo Salvatore vuole così bene da metterlo ovunque gli sia possibile.</p>
<p>E gli italiani sono lì a guardare, senza dir nulla, perchè alla fine quello che accade sta bene a tutti. Alle prossime elezioni ci prometteranno un bel posto di lavoro, un contributo per l&#8217;agricoltura siciliana, o una bella ricarica per il telefonino. Mica si può rischiare di perderlo, il Salvatore è sempre fra noi.</p>
<p>E voi media non dite nulla, non ne parlate, questa notizia non è mica più importante di quanto sono grandi le tette della tizia del Grande Fratello, o più scandalosa di un lancio di bicchieri nella casa.</p>
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